Fermo, Marche, Italia

Chiese, conventi e arte
nei dintorni di Fermo

Chiese, conventi e arte
nei dintorni di Fermo

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I luoghi del silenzioDurante il V secolo d.C. le chiese erano comunità urbane e la religione cristiana si presentava come un fenomeno cittadino che faticava ad inserirsi nelle zone rurali, dove invece perduravano in maniera massiccia culti di carattere pagano connessi quasi sempre alla sacralità della Natura.

A diffondere il cristianesimo, anche in quelle aree, furono principalmente i monaci e i cristiani che preferivano intraprendere una fuga mundi attraverso la completa solitudine oppure dando vita a una comunità che prendeva a modello Gesù e i suoi discepoli. Sulla base di alcune epistole firmate da papa Gregorio Magno (Roma 540 ca – 604), il territorio che comprendeva Pesaro, Ancona, Fermo e Ascoli Piceno accoglieva un numero piuttosto elevato di monasteri, destinato ad aumentare intorno al VII secolo, quando effettivamente cominciò ad affermarsi l’Ordine dei Benedettini.

Molte abbazie benedettine del Fermano sono andate perdute nel tempo, prede delle inesorabili vicende umane. In alcuni casi sono rimasti soltanto dei ruderi che accennano all’antico splendore di quelle aggregazioni monastiche e gli esempi più spettacolari si trovano lungo i diverticoli della via Salaria.

Soltanto dopo la morte di San Francesco (Assisi, 1181 – 1226) iniziò un’incredibile fioritura di conventi riservati ai frati minori e alle clarisse. La Custodia di Fermo fu particolarmente rilevante per il diffondersi degli edifici sacri lungo la terra che aveva ispirato i “Fioretti di San Francesco” e da Fermo passa per Magliano, Massa Fermana, Falerone, Montegiorgio fino ad arrivare a Penna San Giovanni.

Una consistente parte di quella folta produzione artistica è andata perduta nel tempo, ma sono tutt’ora visitabili conventi e chiese monumentali fondate dagli agostiniani lungo quel territorio che da Amandola passa per Fermo, Montegiorgio fino a Sant’Elpidio a Mare.

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