Fermo, Marche, Italia

Il vino cotto di Lapedona

Il vino cotto di Lapedona

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Vino cottoLa superficie vitata dedicata alla produzione di vino cotto nelle province di Ascoli Piceno e Fermo, si estende su circa 10.000 ettari che rappresentano il 45 % della superficie viticola della regione Marche.

Il vino cotto si lega profondamente alla storia della cittadina di Lapedona, nel Fermano, dove le tracce della produzione risalgono all’età romana quando, in tutto l’Impero, era in voga questo vino dolce dal colore giallo ambrato e dal sapore di uva passa. Nonostante il suo nome, derivante dalle particolari caratteristiche di produzione,  il vino cotto non può effettivamente essere classificato come un vino, assomigliando di più ai tipici liquori speziati consumati nell’antica Roma.

Secondo tradizione si ottiene dalla cottura dei mosti in una caldaia di rame posta sopra la classica “fornaciola” in muratura in cui la legna, soprattutto un tempo, veniva raccolta e bruciata. Il mosto veniva cotto a bassissima fiamma per diverse ore, mentre ad esso si aggiungevano spezie varie mescolate con un cucchiaio di legno fino al rapprendimento del liquido. Il mosto doveva bollire fino a quando il volume non si riduceva a un terzo o almeno alla metà di quello iniziale. Ancora caldo veniva poi versato nelle botti di legno per la conservazione e il successivo consumo.

A Lapedona ancora oggi questo prodotto viene celebrato, accompagnato da moltissime ricette tipiche, nell’ultima settimana di settembre (27 e 28) con la “Festa del vino cotto“. Il 9 ottobre 2011, per sottolineare l’importanza di questo prodotto per il comune di Lapedona ma anche per tutto il territorio fermano e per le Marche, è stata presentata ufficialmente la Denominazione Comunale (De.Co) sul Vino Cotto, durante il convegno “Il Vino Cotto De.Co. , dentro la storia, verso il futuro”.

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